In Italia

Il caso della fisica

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Anche Edoardo Amaldi (1908-1989) partì per gli Stati Uniti ma, poiché ai familiari non fu concesso di ottenere il passaporto, nell’ottobre del 1939 fu costretto a fare ritorno in Italia e “aspettare lo svolgersi degli eventi”.

Edoardo Amaldi

I fiorenti gruppi di fisici nati in quegli anni erano ormai ridotti a brandelli; per poter sopravvivere scientificamente bisognava far di tutto per congiungere gli sforzi e quindi riunire i “superstiti” in un limitato numero di sedi. Fra il 1939 e il 1940 Amaldi riuscì a far trasferire a Roma Gian Carlo Wick, Bernardo Nestore Cacciapuoti ed Ettore Pancini, che, insieme con Gilberto Bernardini, Bruno Ferretti, Mario Ageno, Oreste Piccioni, Marcello Conversi e lo stesso Amaldi, formarono il nuovo gruppo di fisici romani, che proseguì le ricerche in fisica nucleare (sotto la guida di Amaldi) e in fisica dei raggi cosmici (sotto la guida di Bernardini). In poco tempo, il gruppo di Roma cominciò ad acquisire una notevole competenza sulla fissione, come testimoniano le lettere di Amaldi e Wick indirizzate a Bohr e Meitner, scritte nel 1940.

I fisici romani erano ben consapevoli che “la scoperta della fissione aveva aperto la possibilità ad importanti applicazioni non solo energetiche, ma anche militari”.

Così, Amaldi discusse con i fisici romani rimasti il problema se continuare o no le ricerche sulla fissione. Cominciava infatti a rendersi conto che qualcuno avrebbe potuto sfruttare le conoscenze degli scienziati del gruppo di Roma in qualità di esperti in problemi nucleari.

Quindi, agli inizi del 1941 il gruppo decise, dopo grandi discussioni, di interrompere le ricerche sulla fissione: “…il continuare a lavorare su questo argomento – sostiene Amaldi in un manoscritto – significava sviluppare la nostra competenza ed esporci al pericolo di venire invitati o costretti a lavorare allo sviluppo di eventuali mezzi di distruzione”, rischiando anche di contribuire “all’aumento delle capacità distruttive delle Potenze dell’Asse”.

Proseguirono così le ricerche su temi che giudicarono “scientificamente rilevanti” e nello stesso tempo “il più lontano possibile” dal problema della fissione.

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