La fuga all’estero

Il caso della fisica

La fuga all’estero

Nel caso italiano non si può certo parlare di un atteggiamento internazionalista da parte della grande maggioranza del mondo scientifico e di certo gli scienziati ebrei non assunsero una posizione differente in questo contesto. Ma, come abbiamo visto, fa eccezione a questo orientamento la maggior parte dei fisici, che erano certamente formati a una visione più marcatamente internazionalista.

Il caso della fisica costituisce quindi la tipica eccezione che conferma la regola, come dimostra la reazione degli scienziati di fronte alla promulgazione delle leggi razziali. Mentre gran parte dei fisici – che avevano consolidati rapporti internazionali – emigrò all’estero e per lo più negli Stati Uniti, quasi nessuno scienziato degli altri settori disciplinari abbandonò il paese. Non pochi intrapresero la via umiliante del tentativo di ottenere “discriminazione” e si isolarono in uno stato psicologico di frustrazione e avvilimento, stato che di certo abbreviò la vita a non pochi di loro.

Mentre la grande maggioranza degli scienziati ebrei italiani non seppe trovare nella prospettiva internazionale una via per uscire dalla tragica situazione in cui si era improvvisamente trovata, i fisici invece lessero questa opportunità come possibilità di riscatto di una condizione non più sostenibile per i diversi motivi già citati.

Sicuramente l’essere perseguiti e la perdita di ogni diritto civile, il coinvolgimento di familiari o anche semplicemente il disprezzo per un paese che potesse promulgare tali leggi, hanno contribuito alla fuga dall’Italia; ma già prima delle leggi razziali anche altre ragioni strutturali avevano contribuito a facilitare la disgregazione del gruppo Fermi, come per esempio la necessità di disporre di strumenti adeguati ai loro esperimenti, quale un acceleratore di particelle.

Già nel 1936 Segrè scriveva: “Io non credo che esista alcuna prospettiva di avere un ciclotrone in un prossimo futuro in Italia a causa del suo costo”. Sembra quindi legittimo supporre che la decisione di lasciare l’Italia cominciasse a maturare nel gruppo Fermi prima dell’emanazione delle leggi razziali, e che queste furono semplicemente l’ultima spinta che diede inizio a un processo già in atto.

segue In Italia