Le circolari del 1939

Le circolari del Liceo Gioia dell’anno 1939 (maggio-dicembre)

Alice Gogni, Giorgio Guagnini, Sebastiano Michele Labò, Francesca Sabia

5A classico

All’interno della vita scolastica le circolari svolgono un fondamentale ruolo amministrativo, configurandosi come veri e propri testi regolativi su precisi comportamenti da seguire. Hanno la specifica funzione di far giungere a conoscenza del personale cui sono indirizzate il loro contenuto a carattere dispositivo-organizzativo, attraverso un linguaggio spiccatamente burocratico e dirigenziale. Per quanto riguarda la loro forma e la loro diffusione, è possibile notare un’evoluzione delle circolari nel tempo: se prima venivano diffuse in modo prevalentemente cartaceo o orale, adesso vengono sperimentate nelle scuole nuove forme di comunicazioni telematiche (ad esempio divulgando informazioni su piattaforme elettroniche e digitali). In ogni caso, oggi come in passato, le circolari sono strumenti di organizzazione, determinazione, governo e caratterizzazione della vita scolastica.

Le fonti che abbiamo analizzato appartengono all’archivio del nostro Liceo e risalgono al 1939, più precisamente da maggio a dicembre di un anno in cui, mentre in Europa scoppiava il conflitto (nel settembre), in Italia si respirava un’aria di guerra imminente. Dalla nostra ricerca è emerso che, nel corso di quell’anno decisamente agitato, sono state diffuse numerose circolari, soprattutto riguardo la preparazione a un eventuale scenario bellico. Ne sono prova le fonti che trattano di protezione antiaerea, servizio di primo soccorso, difesa improvvisata singola nei confronti di agenti chimici e istruzioni su come indossare maschere anti-gas. Oltre al tema bellico, è importante considerare la notevole insistenza sulla necessità della partecipazione alle manifestazioni civili e scolastiche come segno di adesione al Partito. Tutte queste circolari venivano diffuse nelle scuole e rivolte a studenti, docenti e personale scolastico da enti come il Provveditorato agli Studi di Piacenza, la Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.), il Consorzio antitubercolare, la Federazione dei Fasci Femminili, l’Istituto di Studi Romani, l’Ente Radio Rurale e l’Istituto Nazionale di Cultura Fascista. Ogni fonte si compone di datazione, mittente, oggetto, destinatario ed eventuali allegati.

L’istituzione preposta alla diffusione delle riforme nell’ambito scolastico era, come oggi, il Ministero dell’Istruzione, anche se nel ’29 tale istituzione venne sostituita dal Ministero dell’Educazione Nazionale, poi soppresso nel ’44. Quest’ultimo era costituito da una vasta rete di funzionari, di organi direttivi e di ispettorati, rete che si estendeva in modo capillare in tutto il Paese. La divulgazione di leggi, normative e indicazioni del Ministero era garantita, a livello locale, dai vari Provveditorati, ad esempio il Provveditorato agli Studi di Piacenza.

Nel 1923 il Ministro dell’Istruzione Gentile modificò il sistema educativo italiano con l’omonima riforma di spiccato carattere fascista. L’obiettivo, infatti, era quello di assegnare alla scuola pubblica una funzione di maggiore controllo sull’insegnamento, in modo da forgiare le menti delle nuove generazioni secondo l’impostazione auspicata e voluta dal Partito allo scopo di fascistizzare le nuove generazioni. Per raggiungere tale obiettivo venne notevolmente rafforzata la gerarchizzazione all’interno degli istituti. La scuola subì un ulteriore cambiamento nel 1935, quando l’esponente del fascismo De Vecchi ridusse l’autonomia scolastica, assoggettando maggiormente la scuola allo Stato. Estese il controllo del Partito su tutti i manuali scolastici (fino ad allora, con la legge del ’29, il fascismo aveva imposto il proprio libro di testo solo alle scuole elementari), ne è prova la circolare del 15 ottobre del ’39 che obbliga tutti gli studenti a possedere il “Primo Libro del Fascista”. De Vecchi, inoltre, fece redigere nuovi programmi che introducevano alla cultura militare, aumentando le attività extrascolastiche e delle organizzazioni giovanili. Sarà nel 1939 che verrà ulteriormente perfezionato il programma scolastico del Partito con il Ministro Bottai, il quale fece approvare, dal Gran Consiglio del Fascismo, la “Carta della Scuola” tramite cui si garantì il consenso e vennero stabiliti principi, fini e metodi per realizzare appieno la formazione della coscienza politica delle nuove generazioni, uniformando il loro pensiero agli ideali mussoliniani.

Dalle diverse circolari analizzate emerge come queste fossero uno strumento attraverso il quale realizzare un effettivo centralismo totalitario. Seconda questa logica, risultava infatti fondamentale e obbligatoria la partecipazione degli studenti alla vita sociale del Partito, che si articolava attraverso numerose manifestazioni, con lo scopo di indottrinare ed educare i giovani. Insistenti sono le circolari che fanno riferimento a questi momenti di socialità, quali il Sabato Fascista, l’inaugurazione di un nuovo anno scolastico e la leva fascista, eventi segnati da una rigorosa e ben precisata organizzazione. Ad esempio, nel documento dell’11 ottobre del ’39, intitolato “Leva fascista e inaugurazione del nuovo anno scolastico”, è riportato dettagliatamente come doveva strutturarsi l’inaugurazione, a cui doveva essere presente il comandante della GIL di Fascio o, in sua assenza, un suo delegato. La cerimonia si svolgeva in questo modo: in primo luogo si richiedeva la presentazione delle forze, seguita dal saluto al «DUCE» e dall’alza bandiera, successivamente venivano pronunciati la formula del rito e il giuramento della leva Fascista, mentre il momento conclusivo era segnato dall’ammaina bandiera. Durante l’intera manifestazione tutti i partecipanti dovevano indossare le rispettive uniformi. Inoltre, dalla circolare del 21 novembre del ’39, intitolata “Radiogrammi dell’anno 1939”, emerge una scelta non casuale e specifica dei programmi: abbiamo titoli come Radiogiornale Balilla, Attività della GIL, In nome di Dio e dell’Italia, La Sacra Sindone custodita dai Savoia, Caio Giulio Cesare alla battaglia di Alesia,  Nelle Terre dell’Impero. Da tutto ciò, è possibile dunque evincere la primaria volontà di indottrinare ai valori fascisti: l’esaltazione degli ideali della Roma classica, in quanto esempio da emulare per diventare la perfetta incarnazione dell’uomo del Partito (a testimonianza di ciò un altro aspetto che diviene centrale nel ventennio fascista è l’importanza attribuita all’educazione fisica, elemento fondamentale della paideia classica, come dimostra la fonte-circolare del 7 novembre del ’39); la religiosità, con il riferimento a simboli cristiani che si presuppongono custoditi dai Savoia, dinastia fondante il Regno d’Italia, così quasi investita di un’aura di sacralità. Appare, dunque, che questi programmi radiofonici, diversamente da oggi, erano permeati da uno spirito fondamentalmente propagandistico, volto a esercitare il controllo degli studenti anche nel loro tempo libero, al di fuori delle lezioni scolastiche. Un altro esempio della volontà del Partito di strutturare e sorvegliare la vita dei giovani anche nella loro dimensione privata è costituito dalla circolare “Rapporti fra scuola e famiglia” del 29 dicembre del ’39. Leggiamo, nella fonte, infatti: «La famiglia può, e anzi deve presumersi che possa sempre essere animata dagli stessi valori che caratterizzano l’essenza della scuola», ossia gli ideali fascisti. Nel documento, inoltre, si afferma che, nel caso in cui i valori di scuola e famiglia non dovessero coincidere, la seconda dovrebbe adattare la propria modalità educativa a quella della prima. Altre fonti, inoltre, sottolineano due aspetti ulteriori del contesto dell’anno analizzato che riguardano la preparazione della donna alla vita coloniale e l’approntamento degli studenti alla difesa della patria, dato il tangibile clima di guerra che ormai si stava vivendo: interessanti in tal senso sono le circolari riguardanti le istruzioni per l’utilizzo di maschere antigas, per protezioni antiaeree e per manovre di primo soccorso.

In conclusione, possiamo affermare che le circolari scolastiche risultano un elemento chiave della propaganda fascista, dal momento che l’azione sulla scuola, tramite le varie riforme sopra enunciate, contribuì in modo assai significativo a realizzare la svolta totalitaria che investì il Regno d’Italia negli anni ’30. Infatti, le circolari, nelle direttive che vengono imposte, sono fonti che ci mostrano la repressione del dissenso e di ogni voce critica al fine di uniformare menti e comportamenti, nonché il ruolo decisivo svolto dalla propaganda, in un’azione finalizzata a plasmare in senso fascista i futuri cittadini, attraverso un’educazione autoritaria, militarizzata, razzista e antisemita.

Bibliografia e sitografia:

Le circolari del 1939

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