Cesare Baio

Cesare Baio

Nasce a Piacenza il 24 maggio del 1924. È a un ragazzo alto, magro, con dei grandi ed espressivi occhi azzurri, amante degli studi letterari. Scrive numerosi racconti e articoli, attività che non abbandona neanche dopo la deportazione in Germania. Ne è testimonianza il diario che tiene in quel periodo dove descrive con parole intense la sua dura condizione. Fa parte delle organizzazioni giovanili fasciste. Frequenta il liceo ginnasio Gioia fino al diploma e si iscrive alla facoltà di biologia che segue soltanto per un anno, perché poi inizia la sua attività clandestina. Gli ideali antifascisti della madre, Maria Carella, e del padre, Francesco, contribuiscono notevolmente alla sua scelta.  Dopo l’8 settembre 1943, la casa dei Baio a Bettola diviene centro di assistenza, ufficio di collegamenti e informazioni per i partigiani e deposito di armi. Insieme al compagno Luigi Alberto Broglio, Cesare presta assistenza ai prigionieri inglesi fuggiti dal campo di prigionia di Veano di Vigolzone e li scorta fino al confine in Alta Val Nure. Scoperto dai fascisti, viene deportato insieme al padre in una fonderia a Colonia in Germania, dove muore nell’ottobre del 1944 a Colonia, sotto gli occhi del padre, durante un bombardamento.