Staffette, attiviste clandestine, partigiane militanti nella Resistenza piacentina
Quante donne hanno dato il loro contributo alla Resistenza? La cifra complessiva non è quantificabile, perché i dati di cui disponiamo non tengono conto dell’ampiezza dell’attività clandestina, della partecipazione diffusa.
Se diverse donne hanno avuto ruoli attivi nelle formazioni partigiane, la loro presenza è stata costante e fondamentale soprattutto nella cornice organizzativa, “dietro le quinte” delle operazioni militari. Sono state loro a sfamare e a proteggere i soldati in fuga; a nascondere e rivestire gli sbandati; a portare messaggi, farmaci, indumenti, viveri, armi e stampa clandestina ai gruppi partigiani; a tenere i contatti fra le diverse brigate; a dare sepoltura ai morti.
Eppure, la partecipazione femminile alla Resistenza è stata spesso misconosciuta e il ruolo fondamentale svolto dalle donne “ai margini” della lotta di Liberazione è stato a lungo dimenticato.
In questo lavoro gli studenti della classe 3° scientifico A, a/s2014-2015, guidati dalle prof. Cristina Bonelli (storia) e Paola Gozzi (lettere), hanno tentato di ricostruire il racconto di questa altra Resistenza, guardando in particolare all’esperienza nel Piacentino: riascoltare la voce di alcune emblematiche protagoniste, rivivere, attraverso le loro esperienze, il percorso delle differenti scelte e forme della loro partecipazione ha consentito ai ragazzi/e di riallacciare il filo della memoria e riconoscere il contributo essenziale di quelle nostre “madri” alla costruzione della democrazia nel nostro Paese.
Il lavoro -prodotto come e-book- non sarebbe stato possibile senza il prezioso supporto dell’ANPI di Piacenza, che ha accompagnato le diverse
fasi di tale ricerca e attività.

