Cesare Ansaldi “Ciancio”
Nasce il 30 marzo 1927 a Piacenza.
Durante l’occupazione nazifascista dell’Italia settentrionale, Cesare si unisce alla Resistenza partigiana, combattendo nelle formazioni che operavano in Val Trebbia.
La sua giovane età non gli impedisce di partecipare attivamente alla lotta contro i nazifascisti, condividendo le difficoltà, i sacrifici e i rischi della guerriglia.
Il 21 agosto 1944, la III Brigata partigiana riesce a liberare Rivergaro, stabilendo il controllo su una vasta area della Val Trebbia. Tuttavia, le forze nemiche non si arrendono facilmente. Il giorno successivo, un gruppo composto da membri della Brigata Nera “Muti”, della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) e della X MAS tenta un contrattacco per riprendere il controllo del territorio.
Nel corso di queste operazioni, il 23 agosto 1944, Cesare viene catturato dai fascisti a Niviano, nei pressi della chiesa. Ferito in combattimento, viene brutalmente assassinato sul posto.
Aveva soltanto 17 anni. La sua morte rappresenta uno dei sacrifici della Resistenza nella lotta per la liberazione dell’Italia. Il tributo di sangue versato dai partigiani, tra cui Cesare, contribuì alla definitiva liberazione della Val Trebbia e al progressivo arretramento delle forze nazifasciste.




