Una studentessa ebrea: il caso Emilia Bertel

Camilla Dagradi, Carolina Peretti, Miriam Rondam Carlotta Sebastiani, Aleksandra Shella, Federico Vespertino

5C linguistico

Pagella di Emilia Bertel

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Leggendo il registro delle pagelle dell’anno scolastico 1937/38, al n. 146, riferito alla classe II liceale sezione unica, emerge tra gli studenti il nome di Emilia Bertel, una alunna ebrea.

È scritto che nacque il 11 dicembre 1921 a Barcellona (Spagna), figlia di Guglielmo e Iole Levi. Proveniva dal liceo “Giulio Cesare” di Roma, si iscrisse al liceo “Gioia” il 10 novembre 1937 e frequentò la II liceale fino al 28 febbraio 1938 quando “lascia la scuola”.

Viene riportato il suo domicilio nell’odierna via Patrioti al numero 57, all’epoca via 28 Ottobre (data della Marcia su Roma).

Del padre è nota la professione di “rappresentante”, così almeno è scritto sulla pagella, mentre della madre Iole Levi l’Archivio storico della comunità ebraica di Roma (grazie alla ricerca ivi effettuata dalla dott.ssa Silvia Haia Antonucci) riferisce che era figlia di Giulio e Ezilde Cavalieri, nacque a Ferrara il 19/03/1881 ed effettuò dichiarazione di razza il 19/03/1881 (n. 16412). Non sembra invece che la famiglia Bertel si fosse registrata nella comunità ebraica di Roma, prassi per altro consueta per gli ebrei stranieri.

Dopo il 28 febbraio 1938 non è stato possibile avere altre informazioni della famiglia: sembra scomparsa senza lasciare tracce.

Consultando “The Central Database of Shoah Victims’ Names” dello “Yad Vashem” si legge di “Emilia Bertel” del ghetto di Lwow in Polonia assassinata all’interno del Ghetto. Si tratta di una omonimia poiché la bambina di Lwow nacque nel 1940. La circostanza può far pensare a origini polacche della famiglia Bertel. Purtroppo la professione di “rappresentante” del padre è troppo generica per far pensare a quali spostamenti per l’Europa (Emilia nasce in Spagna) la famiglia fece.

Dalle ricerche pubblicate dall’Istituto storico per la Resistenza di Piacenza emerge anche la presenza a Piacenza del dottor Giuseppe Bertel, nato a Trieste il 25 Maggio 1894. Il suo cognome è medesimo a quello di Emilia, anche se il legame di parentela non è noto; si potrebbe ipotizzare una parentela che spiegherebbe la scelta della famiglia della ragazza di scappare da Roma a Piacenza.

Giuseppe Bertel era primario radiologo all’ospedale di Piacenza dal 1936, ma nel dicembre 1938, dopo l’emanazione delle leggi raziali, viene prima dispensato dal servizio in quanto ebreo e poi dichiarato decaduto con revoca del titolo di medico.

Nell’Archivio storico dell’Ausl di Piacenza (libro dei verbali del CdA degli Ospizi civili, 1938) è conservato il documento con cui il dottor Bertel viene espulso e che ci è stato messo a disposizione in fotocopia dall’Isrec di Piacenza.

Verbale della riunione del Consiglio di Amministrazione degli Ospizi civili del 13 dicembre 1938, con il quale si dà corso alla normativa per l’espulsione degli ebrei stranieri che non avessero ottenuto la cittadinanza anteriormente al 1° gennaio 1919 (come prevedeva il Regio decreto legge 7 settembre 1938, n. 1381) e di fatto si esonera il Professor Giuseppe Bertel, primario di Radiologia dell’Ospedale civile di Piacenza, non accettando la sua documentazione, comprovante la richiesta di cittadinanza anteriore alla data fissata.
Il documento contenuto nel libro dei Verbali del Cda è depositato nell’Archivio storico dell’Ausl di Piacenza e concesso per la ricerca storica all’Isrec di Piacenza, che ne conserva una fotocopia: l’addetto, al momento della consegna, ha provveduto a cancellare i nomi dei membri del Cda che votarono per la perdita del diritto del Professor Bertel ad esercitare la professione, affermando – contrariamente a quanto la legge prescrive – che i nomi fossero tutelati dal segreto.